Federcomated
La federazione
Presidente:
Giuseppe Freri
Interventi del presidente
29/11/2003
XXI° Convegno Ascomed

Signori Presidenti,

Signore e signori, cari amici e colleghi,

sono veramente lieto di darVi il più caloroso benvenuto a nome dell’Ascomed di Milano a questo XXI° Convegno che quest’anno ospita un’iniziativa di grande spessore culturale.

Siamo veramente orgogliosi di tenere a battesimo la prima edizione della classifica di 100 imprese della distribuzione su cui costruire indici di rating utili a dare visibilità e credibilità all’intero settore.

Toccherà ai ricercatori del CRESME e agli altri che interverranno nel corso del convegno illustrare il significato non solo simbolico che tale classifica può avere, per introdurre a pieno titolo il mondo della rivendita edile nell’economia delle costruzioni.

Si tratta di riaffermare un’identità della rivendita che assume, sempre di più, un ruolo decisivo nel percorso della filiera e che arricchisce di valore l’intero sistema delle costruzioni.

Nel panorama, abbastanza offuscato dell’economia italiana, il settore delle costruzioni vive un momento sicuramente felice.

Una fortunata combinazione di eventi ha creato una sorta di immunità dal virus della crisi che da tre anni ormai senza soluzione di continuità ha costretto l’economia italiana ed europea in un vincolo cieco da cui solo ora si comincia a vedere all’orizzonte un flebile fiocco di luce.

Il settore delle costruzioni invece procede a gonfie vele verso uno sviluppo i cui termini di crescita sono confrontabili con quelli della grande espansione degli anni ’60.

Tutto ciò non deve creare illusioni pensando che grazie a questi risultati possiamo cullarci sugli allori.

Le difficoltà sono in agguato e non appena gli investimenti dovuti a fattori contingenti essenzialmente legati alla crisi dei mercati finanziari recupereremo un maggiore equilibrio, la domanda sebbene prevedibilmente ancora sostenuta nel settore delle opere pubbliche tenderà ad attenuarsi.

E’ adesso, quindi, in un momento complessivamente favorevole, che bisogna preparare il terreno per avviare quel processo di ristrutturazione delle nostre imprese che li prepari ad affrontare il mercato del futuro.

Quattro sono le prospettive che si dischiudono alla rivendita del futuro, ma che già oggi segnalano altrettanti snodi di criticità:

1. la crescita dimensionale in forma indipendente o aggregata costituisce una priorità per condensare risorse umane e finanziarie adeguate all’obiettivo da raggiungere;

2. procedere nella direzione della creazione del valore applicando le moderne tecniche del marketing aziendale; prodotto ed insegna sono sicuri ingredienti di successo;

3. la riscrittura delle regole nei rapporti di filiera che rappresenta, forse, l’ostacolo più difficile da superare;

4. il ricorso al mercato finanziario e la tutela del credito.

Gli interessi consolidati e timori, comprensibili anche se non condivisibili, di varia natura impediscono a molti protagonisti di affrontare con serenità i rischi del cambiamento e della modernità.

Noi non abbiamo dubbio alcuno che i produttori di materiale e le imprese di costruzioni piccole, medie e grandi sono disponibili e, in tal senso, abbiamo raccolto convinte dichiarazioni dai dirigenti delle loro organizzazioni, ad un confronto serio e qualificato su questo argomento.

Sarà la nostra concertazione.

Un terreno di sviluppo e di proficua collaborazione è pronto ad essere coltivato con prospettive di fruttuosità davvero copiose.

Si fa un gran parlare ai nostri giorni del ruolo sociale dell’impresa.

Volendo con ciò sottolineare un centro di interessi che si pone al servizio dell’uomo e del suo benessere individuale e collettivo.

E’ un punto questo su cui riflettere in profondità per dare senso al nostro lavoro ma, anche, per delineare il carattere del nuovo e la responsabilità che dovranno assumere l’imprenditore e l’impresa.

Si tratta di un impegno di natura privatistica ma che riveste la solennità di un valore “pubblico” con tutti i significati etici che a questo termine occorre assegnare.

Ma come possiamo confrontarci su questo terreno senza considerare che il primo naturale impegno sociale dell’impresa è quello verso la categoria di appartenenza?

La prima società, quella alla quale l’impresa deve esprimere il senso della sua socialità è, perciò, l’associazione di categoria; in essa si sviluppano tutte le tensioni che danno slancio vitale alle aziende.

Una categoria viva anticipa i tempi dello sviluppo, traccia una strada di progresso e da a tutti gli appartenenti, con il medesimo e generoso slancio, tutte le opportunità che l’impresa può cogliere.

Dove trova l’associazione questa energia?

Da un costante collegamento con i Centri di Ricerca Universitari e non, con i Centri e gli Uffici Studi Interni (la nostra Sercomated, per intenderci) e con gli Enti e le Istituzioni rappresentativi della collettività economica territoriale e nazionale (le Camere di Commercio, per citarne qualcuna). Dai mezzi di informazione specializzati (“Il Commercio Edile”, ad esempio).

Nonostante le opportunità che nascono da questo reticolato c’è ancora qualcuno, anche fra i presenti, che non avverte questo richiamo, che è poco sensibile ai principi di solidarietà ai quali si ispira il ruolo sociale dell’impresa.

La generosa partecipazione degli esponenti delle categorie e delle imprese, rappresenta un dato simbolico dal quale non possiamo che trarre nuovi stimoli ed incoraggiamenti per un più intenso lavoro comune.

Già oggi la cooperazione con le associazioni rappresentative delle imprese di produzione e di costruzione si sviluppano con regolarità e qualità di risultati.

Siamo certi che i risultati che verranno prodotti anche in questa giornata daranno un’ulteriore spinta al lavoro comune il quale non potrà che orientarsi verso quelle definizioni delle nuove regole e della trasparenza dei mercati che rappresentano l’imprescindibile condizione dello sviluppo compatibile.

Ascolteremo con grande interesse le novità e gli stimoli provenienti dalle relazioni dei prestigiosi esponenti del mondo accademico e produttivo, compresi i suggerimenti per risolvere gli aspetti di criticità necessari alla riconquista di qualche posizione di mercato che si va via via logorando a causa dell’emergenza della crisi congiunturale nazionale ed internazionale.

Concludo con un caldo ringraziamento ed una sincera gratitudine agli sponsor che, con la loro sensibilità, hanno reso possibile questa importante manifestazione.

Un caldo e sincero ringraziamento alla Società Editrice “TECNICHE NUOVE” che ci ha sostenuto in questa iniziativa

Nel corso della serata avrò modo di presentarveli tutti personalmente.



Grazie e buon lavoro a tutti.