Federcomated
News & Eventi
Febbraio 2012
L’ANNO DELLA SELEZIONE

La distribuzione edile comasca si è data appuntamento a fine 2011 al castello di Carimate per il quindicesimo convegno della locale Ascomed. Oltre ai vertici di Federcomated - il presidente Giuseppe Freri e il segretario generale Mario Verduci - vi hanno preso parte il presidente di Sercomated Paolo Beneggi, il direttore della Confcommercio provinciale Graziano Monetti e Marco Lorenzo Rizzieri, esperto di risorse umane.

L’unione contro la crisi
Graziano Monetti si è detto preoccupato per le misure varate dal Governo «come l’aumento dell’Iva, quando sarebbe opportuno rilanciare i consumi per farne un volano della ripresa economica ».
Il rappresentante dei commercianti ha poi sottolineato l’importanza della vita associativa come «fonte di scambio e idee per la crescita del settore». Sulla stessa falsariga Matteo Valdè, presidente dell’Ascomed di Como che ha esortato tutti gli operatori, a prescindere dalle loro dimensioni, a far quadrato: «Abbiamo bisogno del contributo di tutti per individuare soluzioni ai problemi comuni.
I nostri direttivi sono spesso open, potete parteciparvi anche senza essere consiglieri: sarebbe bello vedere nuove persone in occasione del prossimo rinnovo delle cariche».

Sana autocritica
Non nascondendo la preoccupazione «per il calo dei fatturati e per l’insostenibile problema della riscossione del credito», il presidente Ascomed ha definito l’attuale fase come recessiva, dominata dalla crisi dei volumi, «con cali di fatturato al di là di ogni analisi o previsione, e della liquidità, che colpisce anche i clienti considerati più solidi. Si tratta di una situazione sovraordinata e generalizzata della quale si tende a cercare le ragioni nella politica, nella finanza e nei mercati. Ma noi distributori non siamo esenti da colpe. Avremmo dovuto strutturare le nostre aziende senza fare affidamento sul miraggio di mercati e volumi sempre in crescita.
E nelle nostre sedi si è sempre insistito sull’importanza della gestione del credito. Spiace dirlo, ma il 2012 sarà l’anno della selezione».

Il massimo esponente dell’associazione lariana ha evidenziato la necessità di includere nei margini i rischi, esortando a «non ridurre i primi per finanziare cieche ambizioni di crescita del fatturato, perché ciò impoverisce l’intero settore».

Un appello alla produzione
L’esponente Ascomed ha poi ribadito l’importanza di partnership “etiche” tra distribuzione e industria, volte al rispetto degli accordi contrattuali.
«Colleghi mai presenti ai nostri tavoli hanno perseguito obiettivi di crescita senza fondamenta e oggi non possono rispettare gli impegni per via del loro attuale dissesto finanziario. Si vocifera di possibili concordati per risolvere la partita.
Noi vi chiediamo di non accettare proposte umilianti, convenienti solo per chi ha contribuito a creare questa situazione», è l’appello rivolto agli industriali prima di congedarsi dalla platea con una tripla metafora. «Il fatturato senza un’adeguata strategia si riduce a vanità.

Ricercare un utile implica la consapevolezza del motivo della propria presenza sul mercato. E il risparmio implica la comprensione che l’economia è fatta di cicli espansivi e di crisi, che si possono manifestare in modo difficilmente prevedibili».


(Articolo tratto da "Il Commercio Edile" n. 02 Febbraio 2012)